Parco archeologico di Ercolano: case romane sigillate dal Vesuvio e l'antica spiaggia

Ercolano era una città romana costruita su un pianoro vulcanico affacciato sul mare, ai piedi del Vesuvio, tra due torrenti. L'eruzione del 79 la distrusse e la seppellì, e la città tornò nella storia solo nel Settecento, con le esplorazioni dei Borbone. Più piccola di Pompei, è anche meglio conservata e dal 1997 è nella lista del Patrimonio mondiale insieme a Pompei e Torre Annunziata. Questa pagina segue gli scavi dal pozzo scavato da un contadino fino al parco di oggi, racconta che cosa si è salvato sotto l'eruzione e scende fino all'antica spiaggia.

Case romane negli scavi di Ercolano, con la città moderna alle spalle.
Case romane negli scavi di Ercolano, con la città moderna alle spalle.

Dal pozzo di un contadino a un museo all'aperto

Gli autori antichi le attribuivano un passato eroico: Dionigi di Alicarnasso ne faceva risalire la fondazione a Eracle, di ritorno dall'Iberia. La riscoperta fu molto più umile. Nel 1710 un contadino che scavava un pozzo riportò in superficie frammenti di marmo pregiato che, come si capì più tardi, appartenevano al teatro antico, e dal 1738 il re Carlo III di Borbone fece esplorare il sito in modo sistematico attraverso cunicoli.

Gli scavi a cielo aperto cominciarono solo nel 1828 e proseguirono fino al 1875. Amedeo Maiuri riprese i lavori nel 1927 e già nel 1942 quasi tutto il parco attuale era tornato alla luce. Nel Novecento Ercolano fu presentata al pubblico come un museo all'aperto, forse il primo d'Europa, con edifici ricostruiti in base ai dati archeologici e oggetti originali esposti nel sito stesso. Dal 2001 l'Herculaneum Conservation Project, su mandato del Packard Humanities Institute, sostiene il lavoro del Parco.

Che cosa ha conservato il vulcano

Ercolano scomparve sotto flussi e correnti piroclastiche. Per questo i suoi quartieri e il suo fronte a mare sono arrivati fino a noi così integri, piani superiori compresi, e per questo il calore carbonizzò la materia organica invece di distruggerla: si sono salvati cibi, elementi architettonici e mobili di legno. I depositi vulcanici hanno preservato anche centinaia di tavolette cerate, alcune con documenti legali, e nella Villa dei Papiri sono stati trovati oltre 1800 rotoli di papiro con testi di filosofia greca.

La città non fu mai grande. Si pensa che dentro le mura occupasse circa 20 ettari, di cui oggi se ne vedono all'aperto circa 4,5, con circa 4000 abitanti. Gran parte resta sottoterra, compresa tutta l'area del foro con gli edifici sacri e civili. Tranne le terme e la palestra, quello che si percorre sono soprattutto case private di età imperiale: abitazioni tradizionali, caseggiati per più famiglie e grandi residenze rivolte verso il mare.

Con la riapertura del Decumano Massimo, la strada principale della città, tutte le strade romane sono tornate ai visitatori. Anche le case riaprono una dopo l'altra: la Casa del Bicentenario nel 2019, la Casa della Gemma nel 2022 e, nel marzo 2025, la Casa del Colonnato Tuscanico e la Casa del Sacello di legno, chiuse da oltre venticinque anni. L'app gratuita del Parco, Ercolano Digitale, è disponibile in nove lingue e propone cinque percorsi da scegliere per tema, età e tempo a disposizione.

Il teatro si trova fuori dall'area degli scavi, ancora chiuso nel banco di tufo, e fu esplorato nel Settecento attraverso una rete di cunicoli. Nelle nicchie del suo fronte scena si trovavano le statue recuperate nei cunicoli del principe d'Elboeuf, tra cui la Piccola e la Grande Ercolanese, oggi custodite in un museo di Dresda. Per ora il teatro è chiuso per lavori di manutenzione.

Sull'antica spiaggia

Lungo l'antica linea di costa si aprivano dodici ambienti ad arco, i fornici, usati come ricoveri per le barche e magazzini. Quando arrivò l'eruzione, molti abitanti di Ercolano vi cercarono riparo. Le ricerche avviate negli anni Ottanta del Novecento hanno riportato alla luce oltre 300 vittime, quasi tutte nei magazzini vicino all'approdo. Avevano con sé piccoli gruzzoli di monete e gioielli, lucerne per farsi luce nel buio e perfino le chiavi di casa.

Arcate a volta negli scavi di Ercolano, con il Vesuvio in lontananza.
Arcate a volta negli scavi di Ercolano, con il Vesuvio in lontananza.

Il 19 giugno 2024 l'antica spiaggia ha riaperto, la prima spiaggia all'interno di un parco archeologico, e oggi si può percorrere liberamente in tutta la sua estensione. In epoca romana era di sabbia vulcanica nera; la graniglia grigia di basalto del nuovo piano di calpestio è stata scelta per ricordare quella sabbia scura.

Per visitare il sito con una guida ci sono una visita guidata alle rovine romane di Ercolano e un tour privato delle rovine da Napoli o Sorrento. Molte escursioni abbinano la città a Pompei: un tour di un'intera giornata con guida nei due siti, un tour guidato di un'intera giornata con pranzo, una visita guidata di Pompei ed Ercolano o un tour privato che aggiunge il Vesuvio. Altre la abbinano solo al vulcano, come un tour di un'intera giornata a Ercolano e sul Vesuvio o una gita di un giorno a Ercolano e sul Vesuvio con degustazione in cantina.

Tutte le escursioni che passano di qui sono anche nella pagina di questa destinazione.

Visite guidate a Ercolano e gite in giornata a Pompei da Napoli

Domande frequenti

Quando fu sepolta Ercolano?

Nel 79, quando il Vesuvio eruttò e ricoprì la città.

Che differenza c'è tra Ercolano e Pompei?

Ercolano è più piccola, ma i suoi resti sono in condizioni migliori, con piani superiori e perfino mobili di legno carbonizzato.

Si può camminare sull'antica spiaggia?

Sì. Da giugno 2024 i visitatori possono passeggiarvi liberamente.

Il teatro antico è aperto?

Al momento no: il teatro, inglobato nel tufo, è in manutenzione.

Ercolano è patrimonio mondiale?

Sì, in un'unica iscrizione con Pompei e Torre Annunziata, del 1997.

Fonti: Ministero della Cultura (cultura.gov.it) (CC BY 3.0).